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Roccaforte di Přemilovice 

Liberamente accessibile, questa località è da tempo trascurata, se non abbandonata nel disinteresse generale sin dalle ricerche condotte prima della guerra, le cui tracce sono visibili ancora oggi. Il sito è raggiungibile imboccando una diramazione sul lato destro della strada per Čankov, a circa 200 m dall’incrocio sopra il viadotto ferroviario, o anche a piedi dalla chiesa di Sedlec, lungo il sentiero in discesa che passa intorno al palazzo di Sedlec.

La roccaforte di Přemilovice fu una delle località in cui, prima della Seconda Guerra Mondiale, l’archeologo tedesco Viktor Karell cercò di risolvere la questione della colonizzazione tedesca (1937). Gli scavi condotti in loco, così come quelli successivamente organizzati a Dalovice, hanno rivelato un tipo molto antico di dongione, una torre ad uso abitativo tipica della regione di Cheb e delle regioni confinanti della Baviera, della Turingia e del Vogtland. Questo tipo di costruzione s’impose nel XII secolo nella zona di Cheb, e in un periodo forse posteriore in quella di Loket.

I dongioni iniziarono ad essere costruiti nei castelli boemi solo nella metà del XIII secolo, circostanza che nel nostro caso avvalora l’idea di un’architettura ministeriale importata. Nei castelli boemi, inoltre, i dongioni non erano né gli unici, né i principali edifici abitativi, come invece avveniva regolarmente nelle zone di Cheb e di Loket, dove quasi certamente rappresentavano la tipica residenza fortificata dei ministeriali nel periodo della colonizzazione ed erano strettamente connessi alle strutture agricole, oppure una residenza cavalleresca all’interno del sistema feudale che stava prendendo forma intorno al castello di Loket.

Nonostante l’ipotesi che fa risalire la roccaforte di Přemilovice al più tardi al XIII secolo, la città viene menzionata in forma scritta solo nella metà del XV secolo. Inoltre, il significato del suo nome (Přemilovice può significare “Villaggio dei Přemil”) può suggerire un insediamento anteriore, anche in riferimento all’esistenza documentata del vassallaggio. Ondřej di Steinbach è la prima persona che utilizza il predicato “residente a Přemilovice“, nel 1464.

I suoi discendenti, i cavalieri della famiglia Steinbach, mantennero la proprietà fino al XVI secolo. La roccaforte di Přemilovice sorge su una specie di isolotto rialzato all’interno di un fossato acqueo, parzialmente ostruito a nord e ad est. Oltre al fossato, l’area è difesa da un vallo circolare lungo 160 metri, parzialmente preservatosi fino a un’altezza di 2-3 metri. Nella parte alta del vallo, la larghezza media della roccaforte è di 50 metri, mentre l’isolotto misura 15 metri.

Su un’altura artificiale sorgeva il dongione, rafforzato da un’ulteriore torre difensiva a nordest. L’accesso, largo 90 cm, era situato a nordovest. Il dongione aveva una pianta quadrata (840 x 840 cm), uno spessore murario di 170 cm, e le dimensioni interne di 500 x 500 cm. La torre difensiva secondaria (440 x 330 cm) aveva le fondamenta piene. Una costruzione annessa a gradini (420 x 150 cm) si collegava all’ingresso in direzione della torre.

Le mura in pietra poggiavano su uno strato di malta di calce contenente anche l’aragonite tipica di Karlovy Vary, il vřídlovec. Secondo l’autore delle indagini, la roccaforte fu fondata già alla fine del XII secolo, sicuramente in connessione all’attività degli Staufer intorno al 1180, e scomparve nel XVI secolo. Tuttavia, i quesiti ancora aperti inducono ad una maggiore cautela, e quindi a far risalire la roccaforte al XIII secolo, ossia allo stesso periodo in cui fu costruita la roccaforte di Dalovice.