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Karlovy Vary 

La località è liberamente accessibile, e può essere facilmente raggiunta a piedi sia da Karlovy Vary che dalla stazione ferroviaria di Březová, ma anche in auto, con possibilità di parcheggiare presso la vicina caffetteria di San Linhart.

La chiesa di San Linhart sorgeva sull’altura sovrastante l’insediamento medievale di Thiergarten (Obora, Ortus ferarum), probabilmente un villaggio di servizio all’interno della riserva di caccia che in epoca medievale apparteneva al castello di Loket.

Il villaggio di Obora è citato per la prima volta nel 1325 in connessione al conferimento del feudo a Kojata di Otnavice, che in seguito edificò nei pressi del villaggio una residenza, visibile ancora oggi come roccaforte con riserva di caccia (Kellerberg). Alcuni scavi semi-amatoriali furono condotti in zona già negli anni Quaranta e Cinquanta dello scorso secolo, purtroppo senza lasciare documenti scritti. Nel 1989, grazie a due sonde il Museo di Karlovy Vary (Jiří Klsák) ha individuato i resti di strutture in pietra distrutte e ceramica medievale risalente al periodo XIV – XVI secolo. Tuttavia, la chiesa è citata per la prima volta già nel 1246, quando insieme alle strutture religiose di Olšová Vrata e dell’antico villaggio di Vranov fu donata da Venceslao I all’Ordine militare dei crociferi con la stella rossa. Nella metà del XIV secolo Obora e la chiesa entrarono a far parte della nuova città di Karlovy Vary.
Il declino della chiesa fu collegato al graduale abbandono del villaggio e alla perdita d’importanza dell’intera località alla fine del XV secolo, quando la città nella vallata, forte dei numerosi privilegi conferiti dal suo fondatore, l’imperatore Carlo IV, divenne gradualmente il centro principale della regione.

L’ubicazione di misteriose rovine all’interno dei boschi termali di Karlovy Vary, nelle vicinanze della strada per Horní Slavkov, così come i legami con Karlovy Vary, attrassero l’interesse di diversi studiosi già nel XVIII secolo. Nel 1772, ad esempio, il medico termale locale David Becher notò che per la costruzione della chiesa era stata utilizzata anche l’aragonite termale bianca.

La chiesa ha una pianta semplice, una navata rettangolare di 1250 x 1000 cm, che ad est si ricollega ad un presbiterio quadrato avente le dimensioni di 800 x 800 cm. L’opera muraria raggiungeva la larghezza di 120 cm ed era lineare.

Nel 1989 il Museo di Karlovy Vary (Jiří Klsák) ha avviato un’indagine archeologica all’interno della chiesa, che con l’ausilio di alcune sonde ha cercato di determinare il livello delle pavimentazioni e le condizioni degli interni. I lavori proseguirono nel 1990 con l’eliminazione dei detriti all’interno della chiesa e la pulizia della superficie scavata al livello dell’ultimo strato del pavimento. La pavimentazione era formata da mattonelle quadrate posate su uno strato di malta, poste diagonalmente all’asse della chiesa nel presbiterio e parallelamente nella navata centrale. Anche le pareti spoglie hanno portato ad interessanti scoperte: la pietra di cava era legata con malta di calce ed una miscela di "vřídlovec", mentre l’intonaco di calce levigato più spesso si è preservato solo in rari casi sulla parete. Tra il presbiterio e la navata principale sono stati confermati i resti delle fondamenta di un arco trionfale e di un uscio in pietra modellata. Sulle pareti nord e sud furono scoperte alcune entrate coniche, di cui quella sul lato settentrionale conduceva al villaggio e quella meridionale al cimitero attiguo. Sotto le macerie degli angoli a nordest e a sudest della navata principale sono state ritrovate in buono stato le fondamenta di due altari laterali. Inoltre, è stata confermata la presenza dell’altare principale all’interno del presbiterio, sebbene le sue pessime condizioni abbiano deluso le attese degli archeologi.
In quell’anno fu scoperta anche la tomba di un uomo con due bambini nella navata principale.

Gli scavi all’interno della chiesa sono continuati nel 1991, concentrandosi sul presbiterio. Di particolare riguardo è il ritrovamento dei resti di una giovane donna nell’altare principale, parzialmente coperta dai detriti. Lo scheletro era rannicchiato sul fianco sinistro, senza un particolare orientamento. La posizione delle mani e dei piedi rivela che erano stati legati. La tomba sembra risalire alla fine del XVI secolo - inizio del XVII secolo. È indubbio che si tratti di un caso di violenza commessa in epoca passata, probabilmente in un periodo in cui la zona non era particolarmente sicura. In seguito, le indagini archeologiche si sono spostate sul versante meridionale della chiesa, dove il ritrovamento dei resti di alcuni scheletri ha confermato l’esistenza di un cimitero di epoca medievale. Nel 1992 sono state ritrovate altre decine di scheletri. Le singole tombe si trovavano talvolta su quattro o cinque strati sovrapposti, spesso danneggiandosi reciprocamente; testimoniano un’attività di sepoltura di lungo periodo e una probabile mancanza di spazio. Le tombe erano semplici, prive di oboli, con ritrovamenti piuttosto secondari, quindi di più difficile attribuzione storica.

Alle tombe si collega anche la scoperta di un edificio annesso al muro meridionale del presbiterio (forse un obitorio). Nella chiesa di San Linhart furono rinvenute diverse decine di monete, tra le quali anche alcuni interessanti bratteati boemi del XIV secolo, una miniatura intagliata in osso di Santa Caterina, un busto di Cristo e in particolare un copioso numero di oggetti votivi in ferro, sia zoomorfici che antropomorfici, che venivano collocati sull’altare di San Linhart a scopo propiziatorio.

Nel 1998 e nel 1999, grazie agli sforzi del Comune di Karlovy Vary, i resti della chiesa di San Linhart sono stati conservati e il sito è stato riparato, al fine di onorare il suo ruolo significativo nella storia di Karlovy Vary. Il sito ottenne ulteriore visibilità nel 2007, grazie ai lavori di potatura della vegetazione boschiva.