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Castello di Kynšperk nad Ohří  

La località, strutturata come un parco con alberi alti ed un prato ben tenuto, è liberamente accessibile. Il modo migliore per raggiungerla è dal centro della città; tuttavia, se volete realmente apprezzare la sua posizione dominante, consigliamo di attraversare il ponte coperto sul fiume Ohře oltre la stazione ferroviaria, e poi salire sull’altura lungo il percorso turistico segnalato.

La città di Kynšperk nad Ohří vanta un atto di fondazione del 1232 che è il più antico documento giuridico preservatosi sull’esistenza di una città sul territorio della Boemia. Si tratta di un privilegio conferito dal re Venceslao I al convento dei Premostratensi di Doksany. Gli esperti, tuttavia, dubitano che la città sia stata fondata in quel periodo.

La città si trova su una pronunciata altura sulla sponda destra del fiume Ohře. La parte occidentale è occupata da un castello preservatosi fino ad oggi sottoforma di motta centrale separata dal terreno circostante mediante un fossato interno. Nelle immediate vicinanze del castello (nel punto successivamente occupato dal cimitero ebraico) si sono in parte conservati anche gli imponenti fossati e i valli che un tempo difendevano l’intera città.

L’antica ipotesi secondo cui il castello di Kynšperk (Königsberg) fu fondato nel punto in cui sorgeva una fortezza slava non è stata confermata dall’indagine archeologica condotta dal Museo di Cheb (Pavel Šebesta) nel 1972-1974. Tuttavia, le origini del castello risalgono certamente ad un periodo compreso tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo, come testimoniato anche dai ritrovamenti dello strato culturale più basso, ad una profondità di 260 cm. La ricostruzione dell’avanzamento della colonizzazione della zona di Cheb in direzione orientale ci consente di collegare agli inizi del castello i nomi di due ministeriali tedeschi, Berthold, citato nel 1187, e Uschalk, menzionato nelle fonti del 1194. Il cavaliere Uschalk di Kynšperk, forse un vassallo di Federico Barbarossa, poté edificare il castello alla fine del XII secolo, nel periodo in cui l’area storica di Loket era sotto l’amministrazione dell’imperatore. In seguito, diverse famiglie nobili si alternarono nella proprietà del castello, di cui le più importanti furono gli Šlik, gli Štampach, i Gutštejn, i Nostic e i Metternich. Gli ultimi resti della costruzione del castello sulla Collina del Palazzo (Zámecký vrch) furono rimossi nel 1813; il materiale fu riutilizzato per la costruzione di altri edifici nelle zone circostanti.

Dal rapporto archeologico emerge che la motta aveva una pianta pressoché quadrata dalle dimensioni di 28 x 28 metri, circondata su tre lati da un ampio fossato profondo. I diversi scavi hanno parzialmente scoperto la pianta complessiva nelle fondamenta della costruzione preservatasi, un edificio di pianta pentagonale con mura in pietra spesse fino a 145 cm ed erette su malta di calce. Il ritrovamento corrisponde alla descrizione del castello in seguito alla ristrutturazione condotta dai nuovi proprietari, gli Šlik, dopo il 1525. Secondo questa descrizione, al centro della spessa cortina muraria doppia si trovavano un palazzo a tre piani e una residenza estiva.

Sembra che il portone fosse rivolto verso la città, mentre gli angoli della fortificazione fossero occupati da quattro torri, i cui resti venivano descritti ancora all’inizio del XIX secolo. Tuttavia, l’indagine non ha interessato direttamente i resti di queste ipotetiche torri, un elemento che ricorre frequentemente nelle ristrutturazioni e nelle nuove costruzioni degli Šlik.