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Fortezza di Radošov 

La località è comodamente accessibile percorrendo l’antica via che dal villaggio di Radošov sale verso il recinto esterno orientale, in direzione dell’area militare di Hradiště. Il sito archeologico offre ancora oggi un magnifico panorama della campagna circostante e dell’affascinante vallata del fiume Ohře.

La fortezza di Radošov risale al tardo Bronzo, è situata a nordest del villaggio sulla collina Košťál (un tempo chiamata Stengelberg o Rodisberg) tra due alture site a 466 metri s.l.m. È orientata in direzione nordovest-sudest; il fiume Ohře lambisce le zone meridionali e nordoccidentali. È visibile dalla fortezza di Velichov in direzione settentrionale.

Le cime montuose formano un altopiano relativamente stretto, i cui ripidi pendii si dirigono verso la vallata del fiume Ohře a sud, nord e ovest. Ad est, dove la superficie del promontorio emerge dal massiccio elevato, la fortezza è separata da un vallo trasversale. La fortezza è lunga 1100 metri, si divide in due aree (est ed ovest) collegate da una stretta fascia bassa larga appena 3 metri; la zona orientale può essere considerata un recinto esterno.

Nel recinto esterno sull’estremità del pendio sono visibili alcuni muretti in pietra poco pronunciati, tracce del muro di fortificazione perimetrale distrutto. La parte occidentale della fortezza è più imponente, e dall’acropoli discende lentamente verso ovest, in direzione della curva dell’Ohře. Ad ovest lo sperone montuoso si restringe fortemente e presenta protuberanze rocciose. È interessante notare come la letteratura più antica non abbia escluso la possibilità di un utilizzo di tale sito anche in epoca medievale.

Le pareti laterali della parte occidentale della fortezza sono coperte da consistenti quantità di detriti, la cui densità fa pensare ad un mare di pietre. I detriti costituiscono i resti delle mura preistoriche crollate, il cui aspetto originario non è noto. Ciononostante, possiamo supporre che nella loro costruzione, così come risulta da altri insediamenti preistorici, fu utilizzata non soltanto la pietra, ma anche il legno e l’argilla. Nel ripido pendio nei pressi dell’accesso principale all’acropoli dal lato est, il campo di pietre è interrotto da una strada più recente, che ci permette di osservarne il profilo.

Il sito non è mai stato interessato da scavi archeologici, per cui le nostre conoscenze si affidano solo ad antiche raccolte di oggetti in ceramica. La ricerca del 1985 condotta nel fossato basso settentrionale dell’acropoli ha permesso il rinvenimento di alcune decine di oggetti, principalmente frammenti di ceramica atipica e argilla mescolata con pula, databili al periodo della Cultura di Knovíz (Jaroslav Bašta, Jiří Klsák). L’intero territorio era densamente popolato da un gruppo di Cheb appartenente alla Cultura dei campi di urne, fino alla zona di Kadaň. Questo confine occidentale relativamente aspro è delimitato da un terreno collinoso.

Al di fuori del bacino di Cheb, le popolazioni appartenenti alla Cultura dei campi di urne hanno lasciato alcune tracce nella vallata dell’Ohře in direzione orientale, fino alla zona di Karlovy Vary (Drahovice). I frammenti provenienti dalle fortezze di Radošov e Velichov costituiscono i ritrovamenti più orientali finora registrati. Entrambe le fortezze sono situate nel punto in cui il fiume Ohře entra nella stretta vallata profonda dei monti Metalliferi e di Doupov. La loro posizione strategica, al di fuori del territorio generalmente abitato della Boemia nordoccidentale, potrebbe significare che tali strutture sigillavano il confine orientale degli insediamenti di Cheb e di Karlovy Vary.

La fortezza di Radošov ha certamente ricoperto un ruolo importante anche in epoca successiva. Non è un caso che l’importante strada terrestre che attraversa i Monti di Doupov passasse il guado (e in seguito un ponte) del fiume Ohře proprio sotto la fortezza. Ancora oggi, sul pendio opposto in direzione di Ostrov si sono conservate frequenti forre della cosiddetta strada reale.