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Fortezza e castello di Loket 

Il sito archeologico fa parte del castello, visitabile a pagamento tutto l’anno. La porta del castello è collegata alla piazza da una strada lastricata, un tempo forse protetta dalle mura del cortile basso, diversi portoni e un fossato trasversale davanti al primo portone.

La città e il castello di Loket si ergono su un imponente massiccio granitico del Terziario che costrinse il fiume Ohře a modificare il suo corso e a circonfluirlo su tre lati.
In tal modo, l’Ohře creò la caratteristica curva a gomito che oggi si riflette nella toponomastica ceca, tedesca e latina riferita al castello e allo stesso insediamento urbano, ossia Loket (Elbogen, Cubitum, gomito in italiano).

Al momento, gli studi archeologici non hanno avvalorato l’esistenza dell’ipotizzato insediamento preistorico e l’aspetto dell’antica fortificazione slava su questo ampio massiccio montuoso dalla posizione strategica, anche se il ritrovamento di oggetti in ceramica e della punta di una lancia di tipo carolingio suggerisce la presenza slava nel territorio di Loket già nel IX secolo.
Considerando la configurazione del terreno, tuttavia, è chiaro che dovremmo cercare le tracce di un antico insediamento nell’area della città medievale piuttosto che sul promontorio roccioso frastagliato, che fu ampliato e coltivato solo a partire dalla costruzione del castello romanico. Il più antico sviluppo del castello continua ad essere oggetto di controversie.

La rotonda in stile romanico è ritenuta l’edificio più antico preservatosi nell’area dell’odierno castello. Scoperta nella struttura del palazzo settentrionale nel 1966, questa rotonda cilindrica con l’abside sul lato orientale, fu costruita con blocchi di granito nel terzo quarto del XII secolo, durante il regno di Vladislao II (1140-1173). Il suo rapporto con la successiva architettura del castello non è stato ancora chiarito, ma non si esclude un suo impiego come unica costruzione in pietra per un’antica fortezza slava.

Dalle indagini archeologiche degli ultimi decenni (cortile, ala della torre, capitanato, palazzo est, palazzo nord, ala del bastione est e margraviato) condotte dal Museo di Karlovy Vary (Jiří Klsák) e completate dagli studi storico-edilizi sono emerse due fasi di sviluppo iniziale del castello.

L’antica disposizione del mastio del castello dei ministeriali all’epoca di Federico Barbarossa, con una torre di difesa sulla roccia più elevata che ancora oggi domina il castello, la casa del margravio come palazzo e il santuario romanico, oggi parte della chiesa di San Venceslao – questa organizzazione del castello sarebbe l’opera di una ferriera, forse di Cheb, durante il periodo degli Staufer, all’epoca della colonizzazione tedesca della parte superiore del fiume Ohře. Il castello reale boemo e gli edifici periferici risalgono alla fine del XII e l’inizio del XIII, forse all’epoca di Přemysl Ottocaro I (1197–1230) o del suo successore Venceslao I (1230-1253). Tale ipotesi è confermata dai ritrovamenti romanici gradualmente rinvenuti nel corso delle indagini dei singoli edifici del castello.

Alla precedente scoperta del bugnato murario della torre e del palazzo settentrionale si aggiunse quella delle fondamenta romaniche nella casa del margravio. Nell’ala nei pressi della torre, nel capitanato e nel palazzo est è stato ritrovato un muro di cinta romanico rinforzato da torrette preservatesi solo in parte. Risalgono forse al periodo tardo romanico le mura che circondavano la rotonda, che mantenne la funzione di cappella del castello (capella castri) fino al XV secolo.

Oltre le mura del castello, che controllava la strada commerciale lungo il fiume Ohře e anche il confine terrestre – fino al 1322, quando il feudo di Cheb fu finalmente annesso alle terre boeme - a cavallo tra il XII e il XIII secolo nacque la città reale fortificata di Loket. Dopo un primo periodo di appartenenza al distretto di Sedlec, intorno al 1230 la città divenne il centro dell’omonima regione, pur essendo menzionata in forma scritta solo nel 1234.
I vassalli del re, appartenenti alla piccola nobiltà locale, espletavano compiti bellici in cambio di privilegi più ampi rispetto alle altre zone della Corona Boema. Le questioni giuridiche erano risolte da un apposito tribunale che si riuniva al castello di Loket ed era presieduto dalla massima autorità territoriale, nominata dal re e scelta tra i vassalli di Loket.