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Teplá – Monastero dei Premostratensi  

 Storia e attualità

Il monastero e la città di Teplá si trovano a breve distanza da Mariánské Lázně, nella Boemia occidentale. Furono fondati lungo l’omonimo fiume che scorre nell’Altopiano di Teplá. Un primo insediamento fortificato slavo fu probabilmente fondato già all’inizio del XII secolo. Il villaggio ottenne i diritti municipali nel 1385.

Monastero di Teplá Monastero di Teplá Monastero di Teplá

Teplá è celebre soprattutto per il monastero dell’Ordine dei Premostratensi fondato nel 1193 da Hroznata, un nobile boemo che qui invitò i frati premostratensi del monastero praghese di Strahov. Hroznata discendeva da un’importante famiglia aristocratica ed era il comandante delle guardie di confine nelle province di Teplá e di Chodsko. La storia della fondazione del monastero si collega alla terza crociata organizzata da Enrico VI. Nel marzo del 1188 Hroznata decise di partecipare alla crociata, ma nell’aprile del 1191 fu dispensato dal Papa insieme ad altri nobili. Come ricompensa, Hroznata promise di fondare un monastero.

All’inizio del nuovo secolo Hroznata entrò nella canonica di Teplá e divenne membro dell’ordine, ricevendo le vesti dalle mani dello stesso Innocenzo III. In qualità di fondatore, inoltre, continuò ad amministrare i beni del monastero. Durante uno dei viaggi di controllo lungo i confini della proprietà fu catturato da un gruppo di briganti. Hroznata impedì all’abate del monastero di pagare il riscatto chiesto in cambio della sua liberazione, e morì in prigione il 14 luglio del 1217. La beatificazione del 16 settembre 1897 ha ulteriormente rafforzato il rispetto tradizionalmente rivolto a Hroznata, che viene commemorato ancora oggi il 14 luglio. Il processo di canonizzazione è stato avviato nel settembre del 2004.

Nel 1232 la chiesa del monastero fu solennemente consacrata dal vescovo di Praga. Alla prima messa fu presente anche il Re di Boemia Venceslao I. Il fiorente monastero fu decimato dalla peste nel 1380. Un anno dopo, la regione iniziò ad essere occupata dai coloni tedeschi. I saccheggi del periodo delle guerre hussite risparmiarono il monastero, che grazie alla politica dell’abate Sigismondo Hausmann (1458 - 1506) visse un periodo di grande splendore.

La tenacia degli abati permise al monastero di superare le avversità legate al periodo della Riforma. La Guerra dei Trent’anni provocò danni ingenti. Dopo la seconda defenestrazione di Praga, il monastero costituì un rifugio provvisorio per il cancelliere Slavata e l’arcivescovo Jan Lohelius. Gli eserciti del Re d’inverno Federico V imperversarono nel monastero per diciassette giorni. In seguito, nel 1641 e nel 1648 il monastero fu saccheggiato dagli svedesi. Nel 1659 un incendio distrusse il convento e la prelatura fino alle fondamenta. Il loro aspetto attuale è il risultato della ristrutturazione in stile barocco effettuata sotto l’abate Raimund II Wilfert (1688 - 1722).

Durante la Controriforma, dopo la Battaglia della Montagna Bianca, i Premostratensi ripresero a diffondere il credo cattolico nelle pievi della Boemia occidentale appartenenti al monastero. Il conflitto austro – prussiano del XVIII secolo provocò ulteriori danni e miserie; tuttavia, grazie alla gestione dell’abate Hieronymus Ambros (1741 - 1767) il monastero continuò a prosperare anche in quel periodo. Era un centro artistico e scientifico, la sua raccolta di testi continuava ad arricchirsi e furono aggiunti anche una nuova collezione di minerali e un gabinetto di fisica.

Grazie all’apporto dell’abate Kryštof Pfrogner (1801 - 1812), ex professore di storia ecclesiastica e rettore dell’Università di Praga, il monastero divenne un centro per la fioritura di svariate scienze. Nel 1804 il monastero prese la gestione del ginnasio di Plzeň. Pfrogner fece anche costruire i primi impianti termali nei pressi delle sorgenti che sgorgano nell’attuale territorio di Mariánské Lázně. La città ottenne eco mondiale solo nel periodo dell’abate Karl Reitenberger (1812 - 1827), il fondatore di Mariánské Lázně. Fu proprio Reitenberger a commissionare al medico del monastero, il dott. Jan Josef Nehr, uno studio sulle sorgenti e a finanziare la costruzione della nuova città.

Sotto l’abate Clementso il monastero fu ristrutturato più volte. Nel 1888 furono aperte una farmacia e alcune scuderie, furono costruiti un mulino e un birrificio e fu inaugurato un ufficio per la posta e il telegrafo. L’abate Gilbert Helmer (1900 - 1944) fece costruire la nuova ala in stile neobarocco con biblioteca e museo. L’apertura della linea ferroviaria tra Karlovy Vary e Mariánské Lázně collegò il monastero al mondo.

Nell’aprile del 1946 i membri tedeschi dell’ordine monastico furono espulsi e trasferiti in Baviera, nelle cui pievi continuarono ad offrire sostegno spirituale agli altri rifugiati tedeschi provenienti dai territori cechi. Al monastero di Teplá fu assegnato un amministratore proveniente da Strahov; P. Heřman Josef Tyl fu nominato priore e Teplá fu dichiarata canonica ceca indipendente.

Così come tanti altri monasteri cecoslovacchi, nel 1950 fu chiuso anche il monastero di Teplá. Nei successivi ventotto anni fu utilizzato come caserma dell’esercito popolare cecoslovacco; solo la chiesa e la biblioteca furono aperte ai turisti, nel 1958. Gli edifici furono esposti ad un ulteriore degrado in seguito all’abbandono dell’esercito. Il monastero fu restituito all’Ordine dei Premostratensi solo nel 1990, duramente provato da decenni di trascuratezza.

Una delle personalità più importanti della storia del monastero di Teplá nel XX secolo è P. Heřman Josef Tyl (1914 - 1993). In seguito all’espulsione dei monaci tedeschi, Tyl fondò a Teplá una comunità ceca e divenne priore del monastero. Prigioniero politico sopravvissuto ai campi di concentramento di Auschwitz e Buchenwald, Tyl dedicò i propri sforzi non soltanto alla creazione di una comunità, al rinnovo della vita spirituale e dell’economia del monastero messa in ginocchio dalla guerra, ma anche al ripopolamento della regione in seguito all’espulsione della popolazione tedesca. Tyl riuscì ad impedire la confisca del monastero come “proprietà dei traditori”, ottenne la liberazione dei monaci tedeschi e il loro trasferimento in Germania.

Dopo il febbraio del 1948 il regime comunista avviò una nuova lotta contro gli ordini ecclesiastici e spirituali. I beni del monastero furono nazionalizzati, Tyl fu arrestato insieme agli altri frati e trascorse diversi anni in carcere, questa volta in un campo di concentramento comunista. Nel 1988, la comunità che viveva illegalmente in quella zona lo elesse in segreto abate della canonica di Teplá.

Nel dicembre del 1989 l’abate Heřman Josef Tyl servì la sua prima santa messa nel monastero, inaugurando così una nuova tappa della vita dei Premostratensi di Teplá.

Attualmente, la canonica di Teplá conta diciotto membri e amministra le parrocchie di diverse aree della Boemia occidentale. Oggi, l’ordine deve affrontare un compito difficile, ossia la ristrutturazione dell’intero complesso, necessaria affinché il monastero possa tornare a svolgere in pieno la propria missione. Oltre alle regolari messe, il monastero ospita anche concerti e mostre. È possibile visitare le zone aperte al pubblico quasi tutto l’anno.

 Chiesa del monastero

Questa chiesa a tre navate, lunga 62,25 m e alta 15,6 m, fu costruita in stile romanico - gotico tra il 1193 e il 1232. Dedicata all’Annunciazione del Signore, fu solennemente consacrata dal vescovo di Praga Jan II il 20/6/1232, alla presenza del Re di Boemia Venceslao I e di una delegazione imperiale. Gli esterni della chiesa sono un mirabile esempio del passaggio dallo stile romanico a quello gotico, il più antico di questo tipo nel nostro Paese.

Monastero di Teplá Monastero di Teplá Monastero di Teplá

La ristrutturazione in stile barocco a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo interessò principalmente la decorazione interna. L’altare principale fu elaborato dal marmista Josef Lauermann e dallo scultore Ignác Platzer nel 1750; il dipinto dell’altare, opera di Petr Jan Molitor, raffigura l’Annunciazione del Signore. La collaborazione tra Lauermann e Platzer produsse anche il secondo altare, detto Altare della Croce, situato al centro della navata principale.

Ignác Platzer elaborò anche un gruppo di statue in legno più grandi raffiguranti i santi (sulle mensole intorno alla navata principale) e quattro Dottori della Chiesa (nel coro della canonica) e una serie di statue più piccole e decorative raffiguranti gli angeli. Il reliquiario che custodisce i resti di Beato Hroznata si trova nella navata settentrionale della chiesa, su un altare in marmo bianco nella cappella a lui dedicata. I resti del fondatore del monastero furono trasferiti in questi spazi nel 1898, in seguito alla sua beatificazione (1897). Una pietra incisa, incastonata nel pavimento della chiesa davanti all’altare principale, ricorda il punto in cui Hroznata fu sepolto nel 1217, e in cui è situato anche il sarcofago originario.

La decorazione della cappella è completata da due ritratti di Hroznata. Il dipinto ad olio sulla parete destra della cappella lo raffigura come un principe laico insieme ai due monasteri da lui fondati; nell’affresco sul soffitto, invece, è raffigurato nel momento in cui entra in Paradiso, nelle vesti bianche dell’ordine. Questi due ritratti, così come gli affreschi collocati sull’ingresso della cappella, raffiguranti alcuni momenti della vita di Hroznata, sono opera di Eliáš Dollhopf.

Tra i gioielli non esposti al pubblico menzioniamo il piatto di Hroznata (Limonges, 1200 circa), il pedo di Hroznata del 1756 e un calice dello stesso anno, fatto commissionare dall’abate Hieronymus Ambros. Il museo del monastero offre ai visitatori una selezione delle proprie raccolte: quadri, statue, sculture minori, porcellana, oggetti in stagno, paramenti sacrali e le onorificenze conferite agli abati dai sovrani, testimonianza del loro elevato prestigio sociale.

Prelatura e convento

La ristrutturazione barocca del monastero condotta tra il 1690 e il 1722 sotto l’abate Raimund II Wilfert interessò gran parte del complesso monastico. Si ristrutturarono non soltanto gli interni della chiesa, ma anche i tetti delle torri e le finestre; fu anche costruita la nuova ala della prelatura e del convento.

Fa parte della prelatura il refettorio estivo, le cui pareti sono decorate da un ricco trompe l´œil, completato sulla parete est dall’Ultima cena, opera di Maurus Fuchs di Tirschenreuth del 1816. L’affresco del soffitto raffigura la Conversione di San Paolo, allegoria della fede e della dottrina cattolica. Sulla parete nord è collocato il pulpito in stucco marmo di colore rosa, opera di J. Hennevogel.

Al pianterreno del convento si trova la sala del capitolo, originariamente utilizzata come refettorio invernale. Il rivestimento in legno delle pareti è un’opera dell’intagliatore Ferdinand Stuflesser del 1914. Gli affreschi sul soffitto con ricchi stucchi decorativi furono dipinti da Anton Waller nel 1913, raffigurano i dodici apostoli e i nove santi principali dell’Ordine dei Premostratensi. I due più grandi rappresentano la Vergine Maria e la solenne processione che nel 1627 portò i resti di San Norberto da Magdeburgo a Praga. Al primo piano del convento si trova la cosiddetta Sala Blu, così chiamata per il colore delle sue pareti. Si tratta di un salone per le cerimonie originariamente arredato in stile Impero, che fa parte della prelatura, alla quale è direttamente collegato. Gli affreschi sul soffitto furono dipinti da Maurus Fuchs.

Degli arredi originali delle sale si sono conservati solo alcuni frammenti singoli. Lo stile barocco domina anche l’edificio dell’amministrazione forestale con il portone d’ingresso principale del monastero e il granaio nel cortile. Anche i giardini e il parco del monastero furono interessati da alcune ristrutturazioni in stile barocco, ormai poco visibili nell’organizzazione attuale. Furono aggiunti altri elementi architettonici minori: la fontana con un gruppo di statue del Calvario nel cortile e una seconda fontana nello spazio dell’originario giardino francese, nella parte nordest della chiesa.

 Biblioteca del monastero

L’ala nord dell’edificio principale del monastero con la biblioteca e il museo fu costruita sotto l’abate Gilbert Helmer negli anni 1902-1910, secondo il progetto dell’architetto di Mariánské Lázně Josef Schaffer. La sala principale della biblioteca è lunga, ha una larghezza di 12 m e i soffitti alti. Gli affreschi del soffitto, dipinti dal professore dell’Accademia delle Belle Arti di Praga Karel Kratner, rappresentano una celebrazione dell’Eucaristia, quattro Dottori della Chiesa e quattro evangelisti.

La biblioteca del monastero, la seconda più grande di questo tipo nel nostro paese, custodisce oltre 100.000 volumi, di cui 1.149 manoscritti (45 codici medievali), ed è una preziosa fonte informativa per gli studiosi. La biblioteca è accessibile ai ricercatori specializzati, in quanto i Premostratensi rispettano le tradizioni scientifiche e culturali. La struttura custodisce anche due importantissimi testi germanici, il Poenitentionale, con una preghiera in tedesco antico scritta intorno all’830, e il Codex Teplensis, la prima traduzione del Nuovo Testamento in tedesco, risalente ad un periodo anteriore al 1400. Tra gli altri tesori importanti contenuti nella biblioteca del monastero ricordiamo la Vita fratris Hroznatae, ossia la leggenda del fondatore del monastero di Teplá, il libro di preghiere del re Ladislao Pohrobek e un gruppo di sette codici liturgici dell’abate Sigismondo del 1460 e 1491.

La biblioteca custodisce anche 540 incunaboli e oltre 750 paleotipi. Il monastero ha pubblicato gli elenchi scientifici di questi più antichi fondi bibliotecari. Si annoverano inoltre circa 30.000 volumi antichi stampati fino al 1800. Il fondo è importante dal punto di vista della bibliografia (particolarmente preziose sono alcune rilegature gotiche, rinascimentali e barocche), della storia ecclesiastica e degli ordini religiosi, ma anche della storia regionale, nazionale e della balneologia, ad esempio in merito alla storia di Mariánské Lázně.

 Parco del monastero

Le ristrutturazioni del monastero si proiettarono anche nel parco. Fino alla fine del XVI secolo i giardini erano prevalentemente utilizzati per la coltivazione di erbe e verdura. La situazione cambiò nel XVII secolo, con la costruzione della parte barocca del monastero. Un’incisione del 1735 rivela l’aspetto che il complesso monastico aveva a quel tempo. Il giardino fu diviso in una parte accessibile al pubblico, dedicata all’orticultura e successivamente dotata di una serra, e una parte chiusa da un alto muro, appartenente alla clausura. Un piccolo giardino si collegava alla parte meridionale dell’edificio. Entrambe le aree erano caratterizzate da una decorazione ornamentale da giardino con una fontana centrale.

La parte meridionale del convento era occupata da un giardino per la coltivazione delle erbe. Il giardino mantenne quest’aspetto fino al 1903, quando la superficie si ampliò grazie alla costruzione della nuova ala con la biblioteca e il museo e dei numerosi edifici annessi. Il muro in pietra barocco che circondava il giardino fu demolito, l’antica coltivazione fu dismessa e fu edificata una nuova serra con la casa del giardiniere. Nella parte meridionale del monastero, lungo il fiume Teplá, nacque uno stagno circondato da un ampio parco naturale.

I resti del giardino barocco sono stati integrati nel nuovo schema. Attualmente sono in corso i lavori di ristrutturazione del complesso e del parco. Il suo aspetto attuale trae origine da un graduale ampliamento e dalle trasformazioni del giardino di clausura e del frutteto al centro delle mura medievali del monastero. Il parco è stato rinnovato principalmente all’inizio dello scorso secolo; nel 1946 il priore Heřman Josef Tyl lo ha reso accessibile al pubblico. La costruzione di uno spazio d’acqua, con un sentiero pedonale fiancheggiato da antichi alberi e la Via Crucis, ha trasformato il parco in un’oasi per il rilassamento fisico e spirituale.

 Cimitero del monastero

A circa venti minuti di cammino in direzione nordest dal monastero si trova l’ex cimitero del comune. Quando, alla fine del XVIII secolo, l’imperatore Giuseppe II proibì la sepoltura nei pressi delle chiese situate nei centri comunali, i Premostratensi di Teplá fecerono ampliare e ristrutturare questo cimitero e vi trasferirono i resti dei frati sepolti nell’originario cimitero del monastero (in origine le sepolture avvenivano all’interno della chiesa, in seguito nella cappella di SS. Venceslao e Michele nella parte settentrionale della chiesa, e infine nel cimitero, collegato alla chiesa nel punto in cui oggi sorge la biblioteca).

La parte inferiore del cimitero continuò a servire come cimitero comunale, quella superiore come cimitero del monastero. Al centro della superficie fu eretta una grande croce in ghisa su un supporto in pietra. Alla fine del XIX secolo l’abate Alfréd Clementso fece costruire nella parte frontale del cimitero una cappella con una cripta. La cappella fu consacrata all’inizio di giugno del 1900. Poco dopo, l’abate Clementso morì improvvisamente, per cui fu il primo abate ad essere sepolto nella nuova cripta. Nel 1906 furono solennemente trasferiti in questi spazi i resti dell’abate Reitenberger, fondatore di Mariánské Lázně, morto in esilio a Wilten nel 1860. L’abate Gilbert Helmer fu l’ultimo abate ad essere sepolto nella cripta, all’inizio di marzo del 1944.

Lungo le mura di entrambi i lati del portone d’ingresso furono costruite le tombe degli abati e dei canonici importanti del monastero, ad esempio Chrisostomus Pfrogner, rettore dell’Università di Praga, Adolf Kopmann, importante teologo, biblista e professore all’Università di Vienna, e Alois David, matematico e astronomo, rettore dell’Università di Praga e direttore dell’osservatorio astronomico del Klementinum. Queste tombe di valore storico e artistico, come anche quelle più piccole degli altri monaci decorate con croci semplici, oggi non esistono più.

Leo Moláček fu l’ultimo dei Premostratensi ad essere sepolto in questo cimitero, nel 1952. Con la chiusura della parrocchia del monastero di Teplá cessarono anche le sepolture dei civili. Il cimitero fu spesso devastato dai vandali negli anni Cinquanta dello scorso secolo e durante la costruzione degli edifici delle cooperative agricole locali. Le tombe furono gradualmente derubate dagli scalpellini per la produzione di nuove tombe; le croci in ghisa finirono nei centri di raccolta di ferraglia.

Tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio degli anni Sessanta si decise di rimuovere le tombe e sostituirle con aree verdi e aiuole, e di costruire al centro del cimitero un obelisco con l’elenco dei monaci sepolti. Tuttavia, dell’intero piano fu completata solo la prima tappa, ossia la rimozione delle tombe.

In seguito, le tombe furono completamente devastate, e la cripta della cappella fu murata dopo che alcuni malfattori erano entrati al suo interno, disperdendo le ossa dell’abate Reitenberger e rubando i gioielli contenuti nella bara dell’abate Clementso. La furia dei vandali risparmiò solo i resti dell’abate Hellmer, il cui corpo imbalsamato, per effetto delle condizioni climatiche all’interno della tomba, si era preservato così bene che probabilmente terrorizzò i ladri. Oggi, il cimitero contiene solo una parte delle tombe e i resti danneggiati delle altre e la cappella vuota. Dal cimitero si apre un bel panorama sul monastero e la regione circostante.

Curiosità: La leggenda di Beato Hroznata

Collegamenti:

http://www.klastertepla.cz
http://www.tepla.cz/turistika/klaster.htm
http://www.pruvodce.com/hrady_zamky_pamatky/detaily.php3?idn=123
http://www.zamky-hrady.cz/5/tepla.htm