Skip Navigation Links
Ignora collegamenti di spostamento
Česky
Deutsch
English
Español
Français
Italiano
Pусский
Ignora collegamenti di spostamento
Monumenti A-J
Monumenti J-N
Monumenti O-Ž
Mappa dei monumenti
Zone monumentali
Le torrette panoramiche
Luoghi di pellegrinaggio
Kraslice 

KrasliceLe origini di Kraslice sono avvolte nel mistero. Sappiamo che l’antica strada commerciale che collegava la Germania con il Bacino boemo, successivamente chiamata “Strada d’oro di Erfurt”, attraversava il valico di Kraslice. Alle popolazioni afferenti alla Cultura lusaziana (Cheb) che abitavano le aree circostanti subentrarono in parte i Celti (Kolová, nei pressi di Kynšperk). In seguito, il territorio fu completamente colonizzato dagli Slavi. Nessuna di queste antiche civiltà creò insediamenti permanenti lungo il valico di Kraslice: si potrebbe supporre l’esistenza di alcune fortezze di guardia nei punti in cui più tardi furono costruiti i castelli (Kraslice, Hartenberg, Týn, Lipnice etc.), ma la tesi non è supportata da prove concrete.

La colonizzazione della regione è documentata a partire dal regno di Vladislao, il quale donò questi territori al monastero di Waldsassen. I monaci cistercensi invitarono i contadini della Baviera e del Palatinato ad insediarsi in queste regioni pressoché mai interessate dall’intervento dell’uomo. Tra il 1150 e il 1350 furono fondati i primi comuni - Kostelní, Počátky, Černá, Mlýnská, Krásná, Sněžná. In quel periodo, inoltre, le guardie della strada commerciale (noti come Chodové anche nella zona dei Monti Metalliferi) costruirono una roccaforte sulla cima dell’Hausberg, che dominava la vallata del fiume Svatava, e che intorno alla metà del XIII secolo fu sostituita da un castello di guardia chiamato Neuen Haus. Nella metà del XIV secolo i nuovi insediamenti fondati intorno al castello confluirono in un unico villaggio chiamato Greslas (una chiara mutilazione del nome vernacolare utilizzato per la collina coperta dai boschi di conifere), nome che passò anche al castello.

Il monastero di Waldsassen non preservò a lungo i territori di Kraslice. Nel 1272 il re Přemysl Ottocaro II dovette concederli come feudo a Jindřich senior di Plavno. Si tratta tuttavia di una transazione aperta a diversi interrogativi, in quanto l’atto comprovante tale cessione fu falsificato nel XV secolo; di fatto, è certo che i signori di Plavno fossero i proprietari di Kraslice già nel XIV secolo, all’epoca in cui nelle colline circostanti fu avviata l’estrazione dell’argento, del piombo e dello stagno, attività che contribuì allo sviluppo comunale. Nel 1356 il genero di Jindřich di Plavno, il cavaliere Rüdiger von Sparneck, consegnò la zona di Kraslice, il castello e gli insediamenti circostanti a Carlo IV, il quale glieli restituì come feudo, per poi riacquistarli a vantaggio del Regno di Boemia alla morte del cavaliere. Anche Kraslice beneficiò del governo di Carlo IV: sostenuti dallo Stato, il commercio e l’industria mineraria iniziarono a portare alla città utili economici e nuovi abitanti. Oltre ai minatori, la zona era popolata da cacciatori, carbonai e numerosi taglialegna che usufruivano delle scorte di legno delle foreste ancora vergini della regione. Con l’apertura delle nuove miniere e l’arrivo di altri minatori, il 15 agosto 1370 Carlo IV elevò Kraslice a città reale.

Nel 1401 Venceslao IV impegnò il castello di Greslein, che sovrastava Kraslice, come feudo per i fratelli Jindřich e Konrád di Reitenbach. Lungi dall’appartenere alla categoria dei cavalieri virtuosi, i nuovi proprietari approfittarono della vicinanza alla strada commerciale per condurre una serie di razzie. La fama dei cavalieri ladri di Kraslice ottenne ben presto un’eco così vasta che nel 1412 il burgravio di Loket convocò l’esercito, raggiunse Greslein, bruciò il castello e saccheggiò Kraslice. La colonizzazione di questo territorio un tempo particolarmente ricco poté riprendere. Dopo 115 anni il feudo di Kraslice entrò a far parte delle proprietà di Jeroným Šlik: Kraslice fu elevata a libera città mineraria e nel 1541 ottenne un nuovo stemma, una lettera G in argento su uno sfondo blu. La fioritura dell’attività mineraria e dell’artigianato fu interrotta dagli eventi successivi alla Battaglia della Montagna Bianca. La popolazione a prevalenza protestante fuggì oltre la frontiera, fondando una “nuova Kraslice“ nel comune di Klingenthal. I Nostic regnarono sui territori di Kraslice da 1666 al 1848.

A partire dal XVII secolo si registrò un declino delle attività minerarie nei dintorni di Kraslice. La necessità di trovare nuove fonti di sostentamento portò ad una fioritura dell’artigianato popolare – merletti, industria tessile, produzione di giocattoli, e soprattutto di strumenti musicali. Kraslice tornò ad occupare un ruolo di primo piano, testimoniato tra l’altro dalla costruzione della linea ferroviaria tra Sokolov (a quel tempo chiamata Falknov) e Klingenthal nel 1886. Nella metà del XVIII secolo Josef Jan Anger aprì una fabbrica per la produzione di strumenti musicali che nei decenni successivi ottenne fama mondiale, in particolare grazie al marchio Amati. Kraslice e Klingenthal introdussero a livello mondiale la produzione di massa di armoniche a bocca. Si sviluppò anche la produzione tessile, principalmente di velluto e felpe.

Il promettente sviluppo fu arrestato dalla Seconda Guerra Mondiale e in particolare dall’espulsione dei tedeschi dei Sudeti, una decisione che colpì la stragrande maggioranza della popolazione originaria della cittadina. Oggi, Kraslice soffre dei tipici problemi delle piccole cittadine di frontiera e di un tasso di disoccupazione che ha raggiunto il 10%, spingendo molti abitanti a trasferirsi altrove, in cerca di lavoro. L’apertura del valico di frontiera per Klingenthal nel 2002 e la collaborazione sempre più stretta con la vicina città tedesca potrebbero dare un nuovo stimolo allo sviluppo locale.

Collegamenti:

http://www.kraslice.cz/historie.htm