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Kladské rašeliny - Torbe di Kladská  

Torbe di Kladská È una delle più antiche e più grandi riserve naturali della regione di Karlovy Vary e la parte di maggior valore della zona paesaggistica protetta della Foresta di Slavkov. È stata proclamata riserva naturale già nel 1933 in relazione a cinque torbiere nei dintorni di Kladská. All’epoca le torbiere vennero registrate dal Ministero dell'Istruzione e della cultura nazionale col nome di: Glatzfilz (Kladské rašeliniště) - oggi Taiga, Birkfilz (Březové rašeliniště) - Lysina, Zangfilz (Klestnaté rašeliniště) - Paterák, Gansenwaldfilz (Celolesní rašeliniště) – oggi torbiera Malé rašeliniště e Schachtwiesfilz (Rašeliniště šachetní louka) - Husí les o Husí filc.
Gli scienziati distinguono tre tipi di torbiera. Le torbiere di Kladská sono un complesso unico di torbiere montane site ad un’altezza di 800 - 930 m s.l.m., con un’estensione complessiva di quasi 300 ha; la torbiera più grande è quella denominata “Taiga”. Le torbe di Kladská dal 2005 fanno parte della rete di località importanti europee.

Le torbiere montane cominciarono a sorgere qui decine di migliaia di anni fa, là dove l’acqua formava laghetti. Successivamente, nel periodo del Quaternario recente (Olocene), nei laghetti crebbero delle piante e successivamente diversi tipi di sfagni. I laghetti si ridussero sempre più, a causa della diffusione delle piante, finché non scomparvero del tutto. Per tutto il periodo si ebbe una trasformazione della materia organica in torba. Sulle superfici solide poi crebbero soprattutto pini e betulle. 
Nel settembre del 1977 fu aperto un sentiero educativo lungo il quale si può attraversare una parte della riserva “Taiga”. Attraversa la torbiera intorno allo stagno Kladský un ponticello sospeso in legno che non può essere percorso in bici. Le biciclette si possono lasciare presso una delle taverne di Kladská. Il sentiero è lungo complessivamente 1,6 km; lungo il percorso ci sono diverse aree per il riposo e belvederi. In origine il sentiero partiva dallo stagno Kladský, poi intorno al 2002 l’inizio del sentiero è stato spostato davanti al ristorante “u Tetřeva”.

Nelle torbiere crescono specie caratteristiche di piante ed animali, adattatisi all’ambiente acido locale ed al terreno poco fertile. Perciò qui troviamo, oltre all’abete rosso, anche alberi nani come pinus rotundatapinus x pseudopumilio e betulla pelosa. Fra le specie di arbusti troviamo il mirtillo falso ed il mirtillo palustre, nonché l’empetro nero e l’andromeda. Fra le erbe possiamo citare quelle carnivore come la pinguicola volgare e la drosera a foglie tonde, le cui foglie appiccicose catturano gli insetti incauti e, con l’ausilio dei succhi secreti, trasforma la parte molle degli insetti in soluzione assorbibile. Per questo motivo possiamo trovare tutto intorno gli avanzi delle parti solide scartate, in particolare le elitre dei coleotteri. Troviamo qui lo sphagnum magellanicum, lo sphagnum rubellum e lo sphagnum russowii.

Nonostante la fauna non sia così ricca, possiamo trovare una serie di specie comuni ma anche rare. All’inizio della primavera, quando la neve non si è ancora sciolta, possiamo avvistare il colias palaeno, cui bruchi riescono a sopravvivere anche sotto i – 30 °C. Nei pressi delle superfici d’acqua e dei ruscelli volano specie coloratissime di efemere e libellule, tipiche per le torbiere montane. Parte integrante delle torbiere è la lycosa singoriensis, che crea la propria tana nei muschi. Fra gli anfibi troviamo solo la rana montana e fra i rettili il marasso, di solito la specie nera. Negli anfratti silenziosi possiamo ancora sentire l’ormai raro gallo cedrone e la cicogna nera. Le piante di torbiera sono l’habitat ideale anche della più piccola delle civette, la civetta nana, del maestoso astore e del “dottore dei boschi” – il picchio nero. Intorno al 1994 si è insediato nei boschi locali anche il più grande felino presente in Repubblica ceca, la lince eurasiatica.