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Paesaggio

La nostra regione ha molti primati, e noi ne abbiamo scelti alcuni per Voi. Scoprite con noi i luoghi meno tradizionali, assaporate le specialità locali........

I superlativi della regione di Karlovy Vary ovvero la riconoscete quando… …. ….parliamo delle terme, della Becherovka, delle cialde dolci, del Festival internazionale del cinema di Karlovy Vary o della gara sciistica “Karlův běh” (Corsa di Carlo).   

Il più famoso centro termale

Karlovy VaryKarlovy Vary e il Festival Internazionale del CinemaÈ senza dubbio Karlovy Vary. La manifestazione culturale più importante della città è il Festival internazionale del cinema, ma anche il teatro e la musica hanno una propria tradizione (l’Orchestra Sinfonica di Karlovy Vary fu fondata nel 1835 ed è una delle più antiche in Europa). Tra le attività sportive possiamo menzionare il golf, le corse ippiche e il tennis. La città di Karlovy Vary vanta numerosi prodotti legati al suo nome: il liquore Becherovka, il vetro Moser e la tradizione centenaria della porcellana.



Karlovy Vary e il Festival Internazionale del CinemaObelisco nei pressi della Posta CentraleTra i celebri visitatori di Karlovy Vary ricordiamo lo zar di Russia Pietro il Grande, l’imperatrice Maria Teresa, Maria Luisa di Francia, l’imperatore Francesco Giuseppe I, Johann S. Bach, Johann W. Goethe, Giacomo Casanova, Friedrich Schiller, Ludwig van Beethoven, Karl Marx, Richard Strauss e tanti altri. Le sorgenti termali della città, uniche per la loro composizione, sono annoverate tra le acque minerali di maggiore efficacia al mondo. La sorgente calda più potente, quella del Vřídlo, sgorga in superficie da una profondità di 2000 m, e ha una portata di 1500 l al minuto. Si distingue per l’assoluta purezza ecologica, ormai così difficile da trovare nella maggior parte delle acque superficiali.  
             

Le dodici sorgenti di Karlovy Vary sono utilizzate innanzitutto per le cure idropiniche, il cui valore non è stato intaccato nemmeno dai progressi fatti dalla medicina moderna. L’acqua minerale può essere somministrata anche per uso esterno in un ampio spettro di procedure termali che potenziano ulteriormente l’effetto curativo. La quantità e il tipo di acqua da utilizzare, così come la durata delle cure, sono stabilite dal medico termale che esegue la visita.

I più bei scenari naturali

Riserva naturale SOOSRiserva naturale SOOS
Situata a 6 km a nord-est di Františkovy Lázně, questa zona è stata dichiarata riserva naturale protetta nel 1964. Si estende su una superficie di 221 ettari, anche se è accessibile solo in parte, lungo il sentiero educativo pavimentato corredato da pannelli esplicativi e descrittivi che si dirama al suo interno per 1,2 km. La riserva è costituita da vaste torbiere e paludi, ricche di sorgenti minerali e anidride carbonica che si sprigionano dalle cosiddette mofete – i vulcani di fango. Il sentiero educativo prosegue sul fondo di un lago prosciugato dove un tempo c’era acqua (minerale) salata, mentre oggi troviamo una rarità europea, ossia degli accumuli di farina fossile proveniente da alghe lacustri della famiglia delle diatomee, depositatesi sul fondo del lago. È un paesaggio “lunare”, sottoposto ad erosioni e coperto da uno strato giallo e bianco di sali minerali precipitati. All’interno della riserva vivono svariati animali protetti, e crescono diverse piante alofite e palustri. 

KladskáKladská
Nel 1875 il conte Schönburg-Waldenburg acquistò un esteso territorio boschivo, e su un prato situato in un punto elevato (814 m s.l.m.) nei pressi del laghetto di Kladský fece costruire tra il 1877 e il 1878 una tenuta di caccia nello stile degli chalet svizzeri, acquistato in una fiera a Vienna. 

A cavallo tra i due secoli furono costruiti altri cinque edifici. Intorno al laghetto passa un lungo sentiero di 1,5 km che attraversa la rara flora tipica delle torbiere paludose d’altura. La zona fu dichiarata Riserva nazionale delle torbiere di Kladská (přírodní rezervace Kladské rašeliny) già nel 1933. L’area è costituita da tre torbiere boschive estese, si estende su una superficie di circa 600 m2 e interessa quattro province.

Vlčí jámyVlčí jámy
Passeggiando lungo il sentiero di Vlčí jámy (letteralmente “le fosse dei lupi”) potete scoprire diverse rarità naturali che rendono unica l’area dei monti Metalliferi. Nei luoghi in cui un tempo i giacimenti minerali arrivavano fino in superficie, le operazioni di svasatura consentivano di accedere sottoterra, dove poi venivano scavate delle camere. Di tanto in tanto il tetto della camera non riusciva a sostenere il peso e franava insieme alle pareti. Nacque così la più grande depressione di Vlčí jámy nella miniera di Wolfgang, lunga 120 m e larga 14 m, che ci ha rivelato anche i resti di antiche gallerie minerarie. Il sentiero educativo di Vlčí jámy inizia in piazza Sv. Vavřince a Horní Blatná e termina nello stesso comune, nei pressi del museo; è lungo 5,5 km e prevede complessivamente sette fermate. Il sentiero comprende anche la collina Blatná (Blatenský vrch) con la sua torretta panoramica che offre una spettacolare veduta delle zone circostanti. Dal tragitto è possibile raggiungere facilmente il famoso fosso Blatenský (Blatenský příkop).

I più famosi monumenti storici

Castello e palazzo di BečovA questa categoria appartengono senza dubbio il castello e palazzo di Bečov e il castello di Loket, decisamente poco amato da Carlo IV, che da giovane fu qui imprigionato dal padre, Giovanni di Lussemburgo. Ma andiamo a visitare, ad esempio, il Palazzo della zecca di Jáchymov, un insediamento minerario fondato nel 1516 dal conte Štěpán Šlik. L’attività di estrazione dell’argento si sviluppò in maniera soddisfacente, per cui non c’è da meravigliarsi del fatto che già nel 1520 l’insediamento ottenne lo statuto di cittadina mineraria. Poiché gli Šlik avevano il diritto di coniare le monete, tra il 1534 e il 1546 eressero il maestoso edificio in stile rinascimentale della zecca. 

JáchymovDal 1964 l’edificio ospita il Museo civico di Jáchymov, che oggi fa parte del Museo regionale di Karlovy Vary. Il Palazzo della zecca è un edificio ad un piano con quattro ali e due cortili; l’angolo esterno in direzione della piazza ha una loggia espositiva riccamente decorata. L’attuale mostra ospitata dal museo, intitolata “Jáchymov nello specchio dei tempi”, occupa complessivamente quindici sale disposte su due livelli. La visita consente di ammirare gli imponenti cortili e gli ampi scantinati storici della zecca, in cui si trova un lapidario di pregiati elementi in pietra provenienti da Jáchymov e i suoi dintorni (portali tardogotici e rinascimentali degli edifici della città, ecc.).

Monumento tecnico importante per l’intera area centro-europea è la cappa del camino (un imponente camino che emette fumo e scorie provenienti dagli spazi in cui venivano saggiate e coniate le monete) che si è preservata fino ad oggi, e che fu scoperta per puro caso durante la ristrutturazione dell’edificio nel 1985, dopo essere stata murata per alcune centinaia di anni. 

Un altro monumento degno di nota è sicuramente il castello di Seeberg. Fu edificato alla fine del XII secolo come fortezza militare, visto che qui si svolgevano spesso combattimenti nel corso della colonizzazione tedesca della zona di Cheb. Attualmente, il castello ospita svariate mostre. Già accanto all’ingresso si trova una sala in cui di solito sono allestite le mostre temporanee. Segue un’esposizione sulla porcellana della regione di Karlovy Vary, che occupa gli spazi del pianterreno e dello scantinato e che è completata da mobili antichi. L’ambiente storico dona alla mostra un’atmosfera fantastica. Gli spazi espositivi più grandi sono situati al primo e al secondo piano, e sono dedicati alla storia dell’arredamento e degli interni nel XIX secolo. 

Potete ammirare diverse sale arredate con mobili, suppellettili, vetro e porcellana di diversi stili, ad esempio quello impero borghese, il biedermeier, il secondo rococò, il neogotico, il neorinascimentale e il chippendale. Benché la visita del castello non preveda l'accompagnamento di una guida, le dettagliate descrizioni degli oggetti esposti vi forniranno tutte le informazioni indispensabili. Una delle sale ospita anche una cucina nera in stile gotico, che potete ammirare indisturbati attraverso un vetro. C’è inoltre una grande sala, forse utilizzata originariamente per i banchetti, con un balconcino purtroppo inaccessibile, che probabilmente permetterebbe di ammirare lo splendido panorama del paesaggio circostante. Attualmente si tengono qui diverse feste nonché cerimonie nuziali. 

Il luogo più misterioso

KudrumSe siete interessati al mistero, vi consigliamo una visita al monte Krudum. L’intera area nei dintorni di Horní Slavkov, Krásno e Loket è legata strettamente a questa montagna mistica e alle zone circostanti. Gli abitanti originari del luogo si raccontavano diverse leggende la cui origine è molto antica: alcune risalgono al Medioevo, altre sono persino più antiche. Queste leggende si ispiravano a numerosi avvenimenti storici e sociali; molte leggende fanno riferimento ad un regno degli animali, e le persone con i loro racconti facevano rivivere la storia e le meravigliose creature sovrannaturali di questa magica regione. Nani ed elfi governavano sulle montagne, le rupi e il sottosuolo; gli stagni e il fiume Ohře erano abitati da spiriti delle acque e splendide ninfe, il cui fascino stregava diversi giovani umani. Nelle oscure foreste e paludi vivevano diavoli, donne selvagge, fantasmi e spiriti maligni. Intere generazioni hanno continuato la tradizione orale narrando le storie di queste creature mitologiche, ma anche di cavalieri maligni, di misteriosi veneziani, del monte Krudum e di tesori meravigliosi. 

KrudumSi dice che Krudum abbia la testa verde (foresta) il cuore d’argento (come il minerale) e i piedi d’oro (un tempo si lavava l’oro negli acquitrini ai piedi del monte). Da Plzeň a Chomutov i bambini venivano avvisati: “Se farai il bravo, viene Nicola da Krudum con un bel regalo, ma se farai il cattivo, ti porterà via con sé”. Secondo la leggenda, infatti, la montagna è abitata da un vecchio che porta regali ai più buoni. Spesso non sapevano neppure dove si trovasse questo misterioso e arcano Krudum. Questa leggenda è strettamente legata all’ormai scomparsa chiesa di San Nicola, che nel Medioevo si trovava ai piedi della montagna, all’incrocio delle strade tra Hrušková, Třídomí e Nadlesí, e alla quale fanno riferimento numerosi miti; attualmente la chiesa desta l'interesse degli archeologi. 

La sorgente più calda

Vřídlo

È ovviamente il Vřídlo, con la sua temperatura di 73° C e un getto d’acqua che raggiunge i 14 metri d’altezza. La storia della prima captazione del Vřídlo risale al XVI secolo, quando il getto d’acqua era identificato come Brudel, Sprudel o Fous. A quel tempo, nel territorio di Karlovy Vary, esistevano soltanto delle sorgenti naturali che sgorgavano nella vallata del fiume Teplá, e che venivano arginate per evitare allagamenti; le acque erano utilizzate per l’approvvigionamento dei bagni. La prima captazione del Vřídlo avvenne dopo il 1571 sulla sponda destra del fiume Teplá.

Al Vřídlo sono strettamente connessi diversi edifici, in particolare le Terme comunali, una struttura barocca del 1774 sostituita cinquant’anni dopo da un colonnato in stile impero. Il colonnato in ghisa era alternato da una struttura in legno. L’attuale colonnato, famoso in tutto il mondo, fu costruito tra il 1967 e il 1969. I primi pozzi erano poco profondi; l’elevata pressione consentiva l’approvvigionamento degli edifici termali, in cui i pazienti potevano fare bagni e, ovviamente, bere le acque curative. In seguito ad alcune indagini furono costruiti quattro pozzi trasversali alla profondità di 48-49 metri.

Oggigiorno l’omonimo colonnato è probabilmente una tappa obbligata per tutti i visitatori di Karlovy Vary. Del resto, chi non si fermerebbe ad ammirare una fontana il cui getto d’acqua, espressione dell’energia perpetua proveniente dalle viscere della terra, raggiunge i 14 metri d’altezza?

Il monte più alto

KlínovecKlínovec (Keilberg in tedesco), è un monte situato nella Boemia nordoccidentale. Con un’altezza di 1244 metri sul livello del mare costituisce il punto più alto dei monti Metalliferi. Sulla cima del monte si trovano un albergo attualmente chiuso, una torretta panoramica alta 24 metri e una torre per telecomunicazioni di 80 metri. La vetta è raggiungibile in funivia da Jáchymov. La torretta panoramica e l’albergo sono gli edifici più antichi e siti alla maggiore altitudine dei monti Metalliferi. I pendii settentrionali della montagna sono una meta sciistica molto amata. 

Si trova nei pressi di Boží Dar, 4 km a nordest di Jáchymov, nella provincia di Karlovy Vary, sul dorso dei monti Metalliferi. Il valico di frontiera con la Germania e il comune di Boží Dar sono situati a circa 2 km in direzione nordovest. Sotto le pendici settentrionali si estende la città termale tedesca di Oberwiesenthal, sulla quale si erge il massiccio di Fichtelberg, di 30 metri più basso rispetto a Klínovec. Ad est, lungo il fiume di confine Polava, che nasce nelle vallate di Klínovec in Germania, si trova la cittadina ceca di Loučná pod Klínovcem, e ancora più ad est, oltre il dorso brullo e piatto, il comune di Háj u Loučné. La temperatura media annuale dell’aria è di 2,6° C; le precipitazioni oscillano intorno ai 986 mm all’anno. 

Klínovec è stata menzionata da Johannes Mathesius nel XVI secolo. È citata anche in riferimento alle valanghe che provocarono diversi morti, distruggendo i boschi e danneggiando diversi edifici. Nel corso degli anni la zona di Klínovec è stata chiamata Bartum, Bartholomäusberg e Sonnenwirbel. Nel 1817 la città di Jáchymov edificò sulla vetta della montagna una torre panoramica, distrutta da un incendio nel 1868. Questa prima torre era spesso visitata anche dagli ospiti delle terme di Karlovy Vary, da dove arrivavano in carrozze trainate da cavalli. Nel 1883 l’associazione dei monti Metalliferi di Jáchymov iniziò la costruzione di una torretta panoramica in pietra, che fu solennemente inaugurata nell’agosto dell’anno successivo e chiamata “Kaiser-Franz-Josephs-Turm“.

La torre, alta 24 metri, si erge ancora oggi sulla vetta della montagna, per quanto in cattive condizioni tecniche. La torre e l’albergo annesso sono attualmente oggetto di ristrutturazione. Settantacinque scalini conducono al punto più alto della torre. La popolarità della zona aumentò rapidamente, tanto che nel 1885 fu visitata da 6000 persone, di cui tuttavia solo 4623 salirono sulla torre, secondo alcune testimonianze del tempo a causa della difficoltà fisica dell’ascesa e dello spazio angusto delle scale. La pedana superiore della torretta fu coperta per proteggerla contro il fonte vento che in questa zona soffia quasi tutto l’anno; nel 1888 fu sistemata una copertura in vetro. A quel tempo, il biglietto d’ingresso costava dieci kreuzer. 

Con lo sviluppo del turismo si decise di costruire una struttura per l’alloggio, che fu inaugurata il 18 agosto del 1893. La struttura era aperta ogni anno dal 1 maggio al 30 settembre e, oltre ad ospitare dieci persone, offriva pasti caldi e freddi. Fu aperta anche una stalla per otto cavalli. Nel giugno del 1897 fu istituito anche un ufficio postale, che nel primo anno di esercizio inviò a Boží Dar oltre 7000 missive. Nel 1907 fu costruito un ulteriore edificio con una spaziosa sala e tetti a cassettone, raffiguranti i simboli delle città ceche dei monti Metalliferi. In occasione della mostra organizzata in onore di Francesco Giuseppe I, l’edificio fu adibito all’esposizione dei prodotti industriali ed artigianali della regione. 

Prima dello scoppio della prima guerra mondiale l’albergo fu ampliato con l’aggiunta di un altro piano. Contemporaneamente, l’ex stalla fu trasformata ad uso abitativo, e l’intero complesso fu rivestito in legno, come possiamo ammirare ancora oggi. Nel 1913 l’albergo disponeva di 40 camere per una capacità ricettiva totale di 80 persone. Accanto alla stalla per 35 cavalli si trovava anche un garage per le automobili. Con la fondazione della Cecoslovacchia, scomparve anche la doppia denominazione ceco-tedesca del monte, che inizialmente venne detto “Klín”; durante la seconda metà degli anni '20, il monte assunse l’attuale nome, Klínovec. 

In passato la vetta ospitava anche una stazione meteorologica. Il numero di turisti s’impennò soprattutto grazie alla costruzione di una strada che conduceva direttamente sulla cima del monte e alle regolari corriere provenienti da Karlovy Vary. Alla fine degli anni '20 il complesso fu ulteriormente ampliato, portando la capacità ricettiva a 100 posti letto. A quel tempo l’osteria era gestita dalla famiglia Wohlrab, e aveva tre grandi sale chiamate Dotzauer, Sobitschka e Müller, quest’ultima dedicata all’ispettore scolastico territoriale Anton Müller, per anni presidente dell’associazione dei monti Metalliferi di Jáchymov. 

In direzione di Oberwiesenthal era attivo dal 1922 un ponticello per i tuffi; il record locale di 50 metri è rimasto imbattuto per diversi anni. Prima della seconda guerra mondiale l’hotel aveva una capacità di 112 posti letto. Dopo la guerra, la montagna assunse ufficialmente la denominazione ceca. Il flusso turistico, soprattutto quello tedesco, si interruppe per poi riprendere nel 1972, in seguito all’abrogazione dell’obbligo del visto per i cittadini della Repubblica democratica tedesca. 

Il più grande fiume…..,

che attraversa la regione di Karlovy Vary è l’Ohře. Il fiume scorre per 316 km (di cui 256 in Repubblica ceca) e ha un bacino idrografico di 5614 km². Il fiume nasce in Baviera, ai piedi del monte Schneeberg, nella riserva naturale di Smrčiny. La sorgente si trova nei pressi della città di Weissen-Stadt (a circa 35 km da Cheb). Il fiume attraversa un’area collinosa fino al comune di Kadaň, e crea copiosi meandri dopo aver superato la diga di Nechranice. 

OhřeL’Ohře è il secondo più grande affluente di sinistra dell’Elba, in cui s’immette nella città di Litoměřice. Il fiume registra portate elevate in primavera; la sua portata media alla foce è di 37,94 m³/s. L’intero corso inferiore si trova in una regione caratterizzata dal più basso numero di precipitazioni medie all’anno (meno di 500 mm) in Repubblica ceca. Il fiume è utilizzato per l’irrigazione e per la produzione di energia idrica. Lungo il suo corso sono state costruite due dighe, quella di Skalka (edificata nel periodo 1962–1964 e avente una superficie complessiva di 378 ettari) e quella di Nechranice (costruita tra il 1961 e il 1968, si estende su una superficie di 1338 ettari).

Tra le città importanti che si trovano lungo il fiume ricordiamo Cheb, Sokolov, Karlovy Vary (le cui terme si trovano alla foce del fiume Teplá), Klášterec nad Ohří, Kadaň, Žatec, Louny, Terezín e Litoměřice. Il tratto compreso tra Loket e Vojkovice è quello preferito dagli amanti degli sport acquatici, ed è ricco di località turistiche e sportive come Loket, Svatošské skály, Karlovy Vary, le rapide per le esercitazioni di Hubertus, Kyselka, e le due pericolose chiuse di Tuhnice e Radošov.

Il nome Ohře deriva probabilmente dal suo antico nome celtico, Agara (da Ag, salmone, e Ara, acqua che scorre), a cui corrisponderebbe anche il suo nome in tedesco, Eger. Un’altra teoria, invece, attribuisce al nome originario celtico o pre-celtico i significati di celerità e arguzia.

Il più prezioso tesoro

Reliquiario di San MauroNella regione di Karlovy Vary si trova un vero e proprio tesoro. Secondo gli esperti, per il proprio valore è il più prezioso gioiello della Repubblica ceca dopo quelli dell’incoronazione. Se avete pensato al Reliquiario di San Mauro, avete indovinato. 
Il Reliquiario di San Mauro è un’opera d’arte realizzata dal Circolo di Colonia e della Mosa nel primo quarto del XIII secolo. È un esempio di oreficeria romanica di eccezionale qualità artistica ed artigianale, cimelio assolutamente unico sul territorio ceco. Nell’XI secolo nacque a Florennes (nell’odierno Belgio) un convento benedettino che gradualmente ottenne una serie di reliquie di Santi, tra cui quelle di San Giovanni Battista, San Mauro e San Timoteo. All’inizio del XIII secolo fu costruito uno sfarzoso reliquiario “a casetta” per contenere le reliquie. Il nucleo in quercia fu arricchito da artisti medievali con filigrane di rame dorato con pietre preziose incastonate, alternate a modelli geometrici e placche smaltate. 

Il Reliquiario di San Mauro è l’unico del suo genere che restò nel patrimonio secolare. Il casato dei Beaufort, che possedeva anche il castello di Bečov, alla fine della seconda guerra mondiale dovette abbandonare la Cecoslovacchia per la propria affiliazione alla Germania nazista. Dai documenti d’archivio risulta che Heinrich e Friedrich Beaufort erano membri del NSDAP e delle SS. Prima di fuggire, ovviamente, nascosero il reliquiario sotto il pavimento della cappella del castello, pensando che sarebbe tornati presto a riprenderselo. Trascorsero invece quarant’anni prima che il prezioso cimelio, esposto all’umidità e agli agenti corrosivi e sepolto nell’argilla, potesse rivedere la luce. 

Nell’autunno del 1984 fu avviata sotto il nome in codice “Antiquariato” la soluzione di un caso che non aveva precedenti nella storia del crimine. Si cercava qualcosa, ma non si sapeva bene “cosa”, né tantomeno dove. Secondo le informazioni disponibili “nella Boemia occidentale, a circa 150 km da Norimberga, si trova un oggetto di grande valore storico, nascosto durante la seconda guerra mondiale o poco dopo. L’oggetto non è molto grande, ma ben conosciuto nei circoli artistici, e non ha alcun rapporto con la storia cecoslovacca”. Le complesse attività di ricerca si risolsero con successo il 5 novembre 1985, quando il Reliquiario di San Mauro fu ritrovato nella cappella del castello, nascosto sotto il pavimento in legno e ricoperto d’argilla, e riportato così alla luce dopo quarant’anni. 

Il segreto, complesso e lungo “Caso di San Mauro” si concluse favorevolmente nella primavera del 2002, quando il reliquiario fu esposto in tutta la sua bellezza nel castello di Bečov nad Teplou, cui spetta di diritto, dopo una complessa attività di restauro. Il 19 giugno 2002, infine, il governo ceco inserì quest’opera pregiatissima dei maestri romanici nell’elenco dei beni nazionali. 

La torretta panoramica più occidentale 

Torre panoramica di HájLa torretta panoramica di Háj u Aše è situata sull’omonima collina, a circa 1 km dal comune di Aš. La torretta fu edificata secondo il progetto dell’architetto Wilhelm Kreis; la costruzione durò tre anni, tra il 1902 e il 1904.

Questa imponente torretta, alta 34 metri, non ha eguali nel nostro paese. È costituita da quattro piani panoramici, il più bello dei quali è ovviamente quello più in alto, da cui è possibile ammirare le bellezze più lontane della regione di Karlovy Vary e la vicina Germania.

 


Il più importante luogo di pellegrinaggio

Chlum sv. Maří 
Chlum sv. MaříLe prime notizie su Chlum Svaté Maří risalgono al 1341, ma i primi insediamenti risalgono a molto tempo prima. Nel XIII secolo sorgevano in questo luogo una statua della Vergine Maria e una cappella in legno, sostituite intorno al 1400 dalla chiesa in pietra dell’Assunzione di Maria Vergine e di Maria Maddalena. I pellegrini che arrivavano a Chlum venivano accolti e curati dai membri dell’Ordine militare dei crociferi con stella rossa, i quali crearono un insediamento nei pressi della chiesa. La miracolosità e il mistero che avvolgono la nascita del luogo e dei suoi più antichi destini fomentarono una serie di leggende che cercavano di spiegare i misteriosi avvenimenti.  
           
Chlum sv. MaříNacquero leggende sull’apparizione miracolosa della Madonna, sui briganti locali e le campane della chiesa. Dopo la Guerra dei Trent’anni, il numero di pellegrinaggi si moltiplicò, e l’arcivescovo e gran maestro di Praga Jan Bedřich Valdštejn eresse la parrocchia locale per il priorato, circostanza che incentivò la costruzione di una nuova chiesa e di uno spazio sacro. L’edificio in pieno stile barocco fu completato nel 1728 secondo il progetto di Kryštof Dienzenhofer.

Il nome del comune fu cambiato in Chlum nad Ohří nel 1960, per poi tornare a quello originale dopo appena trent’anni. Chlum Svaté Maří è stato, e continuerà probabilmente ad essere per molto tempo ancora, uno dei luoghi di pellegrinaggio più amati non soltanto dai fedeli di tutta la Repubblica ceca.